Protagonisti di un cambiamento autentico: gli studenti del “Falcone” a lezione di legalità

Portare il nome di Giovanni Falcone non è solo un onore, ma un impegno civile che il nostro Istituto coltiva attraverso il dialogo e la riflessione. In questo solco si è inserito l’incontro di altissimo valore formativo tenutosi nell’Aula Magna, dove la Dirigente Scolastica ha fatto gli onori di casa accogliendo le massime autorità cittadine — tra cui il Sindaco Cassani, gli Assessori Picchetti e Dell’Igna, i vertici locali delle Forze dell’Ordine — e il Presidente di Volarte Italia, Adelio Airaghi. Il dibattito, guidato dal moderatore avvocato Gianmarco Airaghi, si è aperto con un interrogativo che tocca nel profondo la nostra coscienza collettiva: “Cosa resta oggi del pensiero di Giovanni Falcone?”.

A rispondere con una disamina lucida e carica di partecipazione emotiva è stato il magistrato Alfredo Morvillo, cognato di Falcone. Pur riconoscendo l’importante risultato ottenuto dallo Stato nella cattura dei responsabili delle stragi, Morvillo ha espresso amarezza per un cambiamento culturale che stenta ancora a realizzarsi pienamente. Secondo il magistrato, nonostante il sacrificio di figure come Falcone, Borsellino e Don Puglisi, la società civile non ha ancora maturato una presa di distanza definitiva da tutto ciò che ha “odore” di mafia, continuando talvolta a tollerare forme di collusione che tengono in ostaggio la libertà delle città.

Sulla centralità del fattore culturale è intervenuto l’avvocato Isolabella, il quale ha sottolineato come la cultura sia, prima di tutto, coscienza. Con il monito che ognuno di noi può scegliere se essere “gigante o mostro”, l’avvocato ha ricordato che la violenza non è un’esclusiva del fenomeno mafioso, ma una pulsione umana che va riconosciuta e combattuta innanzitutto in se stessi.

Entrambi i relatori hanno concordato su un punto essenziale: la legalità non è un concetto astratto, ma un impegno personale che rifiuta il compromesso politico-mafioso e parte dalle piccole azioni.

Il momento centrale dell’evento è stato il dialogo con gli studenti, le cui domande sono state portate all’attenzione dei relatori dalla Dirigente Scolastica. Agli ospiti è spettato il compito di ricordare alle nuove generazioni che sono loro i veri beneficiari dei sacrifici del passato e che a loro è affidata la missione di portare avanti ideali di giustizia nella vita di ogni giorno. L’incontro, terminato con i saluti del Prefetto e i ringraziamenti alle autorità, ha quindi consegnato ai giovani un chiaro e significativo messaggio: quello di farsi protagonisti e artefici di un cambiamento autentico.

Un ringraziamento particolare va alla classe 5BPCS (Indirizzo Servizi Culturali e dello Spettacolo) per la cura del servizio fotografico e la documentazione dell’evento.